edizioni unicopli
NOVITA' 2010 - LUGLIO


Prezzo:
€ 13
Pagine:
130
Collana:
Fonti e materiali storia lomb. - 6
Pubblicazione:
Luglio 2010
Il libro di ricordi di Bartolomeo Morone, giureconsulto milanese (1412-1455).

Curatore
Maria Nadia Covini insegna Storia medievale all'Università Statale di Milano. Ha condotto numerose ricerche intorno alle istituzioni e alla società dello Stato visconteo-sforzesco e pubblicato vari studi e monografie, fra cui i volumi L'esercito del duca. Organizzazione militare e istituzioni al tempo degli Sforza (Roma 1998) e «La balanza drita». Pratiche di governo, leggi e ordinamenti nel ducato sforzesco (Milano, 2007). Inoltre, ha curato l'edizione di tre volumi delle corrispondenze degli ambasciatori dei marchesi Gonzaga di Mantova alla corte milanese degli Sforza (Roma 1999-2001).

Opera
La scrittura di libri di famiglia e di ricordi non fu molto praticata nella Lombardia del tardo medioevo-prima età moderna, e ciò che ne è rimasto non si può paragonare alla straordinaria ricchezza del genere diaristico rilevabile a Firenze e altre città dell'Italia centrale. Questo testo, scritto da un rispettabile giurista milanese del XV secolo, rappresenta un'eccezione alla regola, dando spazio a riflessioni sulla famiglia, le reti di relazioni, l'esercizio della professione e delle varie importanti cariche rivestite in ambiti municipali e ducali.
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Prezzo:
€ 15
Pagine:
202
Collana:
Storia lombarda - 21
Pubblicazione:
Luglio 2010
"Restati eran thodeschi in su l'hospicio".
Il ruolo degli osti in una città di confine (Como, secoli XV-XVI).


Autore
Stefania Duvia (Como, 1978) è dottore di ricerca in Storia medievale e docente di materie letterarie nella scuola secondaria di secondo grado. I suoi interessi di ricerca vertono sulla società, la cultura e l'economia del tardo medioevo, con particolare riferimento alla mobilità e alle strutture di accoglienza laiche ed ecclesiastiche in area lombarda.

Opera
Entro la peculiare fisionomia socioeconomica della città di Como, caratterizzata da una naturale posizione di apertura verso il Nord Europa e snodo di vivaci traffici interregionali e transalpini, lo studio degli albergatori nei secoli XV-XVI rivela il peso decisivo di questa categoria professionale a partire dall'ambito urbano fino al contesto delle relazioni internazionali. Lo stretto rapporto degli osti con le istituzioni locali e non ed il complesso ruolo di mediazione economica, culturale e politica svolto nei confronti dei numerosi mercanti germanici che operavano nel centro lariano sono aspetti emergenti che risultano ben lontani dalla specializzazione nel campo dell'ospitalità che appare compiuta nel basso medioevo in Toscana, l'area italiana maggiormente studiata dal punto di vista dell’organizzazione ricettiva. In questo quadro risulta esemplare l’indagine su due famiglie comasche dedite per generazioni all’accoglienza a pagamento, gli Inardi e i Della Porta.
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Prezzo:
€ 30
Pagine:
644
Collana:
Fonti e materiali storia lomb. - 5
Pubblicazione:
Luglio 2010
Notai del contado milanese in epoca viscontea.

Curatori
Marco Lunari è autore di vari saggi di carattere scientifico sulle istituzioni ecclesiastiche e politiche visconteo-sforzesche apparsi su riviste storiche specialistiche e in vari volumi miscellanei, nonché co-curatore di un volume sui notai ecclesiastici lombardi pubblicato dal Ministero dei Beni Culturali.
Gian Paolo G. Scharf ha scritto numerosi saggi sulle istituzioni e sull'economia di diverse zone dell'Italia tardo-medievale, dall'Umbria, alla Toscana, alla Lombardia. Attualmente è in forza all'International Research Center for Local Histories, presso l'Università dell'Insubria, dove si dedica al reperimento e all'edizione di fonti tardo-medievali.

Opera
Il volume è composto dalle schede biografiche di oltre un centinaio di notai del contado milanese in epoca viscontea. I profili di tali professionisti sono stati tracciati da un’équipe di studiosi, che hanno compiuto indagini soprattutto sulla produzione notarile dei personaggi, conservata nell’Archivio di Stato di Milano. Data la centralità della figura del notaio in epoca tardo-medievale, ancora maggiore nei centri grandi e piccoli del contado, dove essa costituiva un punto di riferimento anche al di là della sua pur ampia attività professionale, attraverso tali biografie risulta rischiarata la società di un contado assai vitale e molto vario come quello milanese, in genere messo in ombra dall’ingombrante capitale del dominio nelle opere storiografiche che hanno indagato tale periodo. Le schede dunque, lungi dal costituire dei semplici ritratti di professionisti, danno la possibilità di ricostruire nei particolari le molteplici attività che animavano la vita di un territorio vasto e in qualche misura coerente, fornendo anche il materiale per un quadro di insieme che finora era mancato.
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Prezzo:
€ 23
Pagine:
216
Collana:
Leggerescrivere - 23
Pubblicazione:
Luglio 2010
Democrazia dell'educazione.

Curatore
Anita Gramigna insegna Pedagogia sociale e Pedagogia della marginalità all'Università di Ferrara ed è docente del Dottorato europeo con menzione di qualità di Huelva e Granada (Spagna). Collabora attivamente con riviste specialistiche e case editrici di carattere internazionale. È membro del Comitato scientifico per la collana Biblioteca de Filosofia y Educaciòn, presso la casa editrice Messicana Plaza y Valdes. Ha avuto importanti incarichi scientifici e didattici presso prestigiose università straniere sia in Europa che in America. Fra le ultime pubblicazioni ricordiamo: (con M. Righetti), Diritti umani. Interventi formativi nella scuola e nel sociale, ETS, 2005; Pedagogia solidale. La formazione nell'emarginazione, Edizioni Unicopli, 2006; (con M. Righetti e C. Rosa), Estetica della formazione, Edizioni Unicopli, 2007.

Opera
Il volume dà conto del dibattito sulla relazione che esiste fra l’educazione – ovvero, la conoscenza, e, più in generale, la formazione - e la democrazia; dibattito che, sullo scenario internazionale, vede impegnati alcuni fra gli intellettuali più interessanti della cultura contemporanea, che qui danno testimonianza del loro impegno, ad un tempo, scientifico ed etico. Crediamo che la democrazia sia più che un valore, più che una forma di vita civile, più che una scelta politica, crediamo che sia un processo multifattoriale, multidirezionale e multirelazionale. Proprio come l’educazione. Ma, se è vero che la democrazia è un processo non si può insegnare, tutto ciò ha parecchio a che fare l’educazione. E poi, se è vero che la democrazia non si insegna, se è vero che le prassi democratiche devono essere agìte e che le loro processualità richiedono una “scienza con coscienza”, è anche vero che la vita democratica di una pòlis è, in sé, un ambiente educativo.
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