Le Novitą



Dall'incontro alla relazione
Il rapporto tra scuola e famiglie immigrate

Prezzo: € 11,00
Pagine: 150
Collana: Le frontiere della
formazione
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Clara Silva, originaria delle isole di Capo Verde, è dottore di ricerca in Teoria e Storia dei Processi Formativi presso l'Università di Firenze e docente a contratto di Pedagogia Interculturale presso la facoltà di Scienze della Formazione della medesima Università, dove è pure assegnista di ricerca. Da anni si occupa di teoria e metodologia dell'educazione interculturale e nel contempo svolge ricerche sul campo e interventi formativi relativi all'inserimento degli allievi figli di immigrati nelle scuole. Ha pubblicato diversi saggi in riviste e libri collettivi, ha curato il volume Parole per dire, parole per studiare (Pisa, 2001), ed è autrice del libro L'educazione interculturale: modelli e percorsi (Pisa, 2002).

Opera

Il volume tratta una delle tematiche emergenti all'interno dell'attuale riflessione pedagogica, quella dell'educazione interculturale, concentrando la sua attenzione sul rapporto tra la scuola e le famiglie immigrate. All'origine del lavoro vi è una ricerca condotta in Toscana, finalizzata a comprendere gli ostacoli che rendono problematica la relazione tra l'istituzione scolastica e i genitori degli allievi stranieri. I risultati della ricerca sono collocati su un ampio sfondo teorico, in cui alla ricostruzione dei processi che hanno portato alla stabilizzazione degli immigrati nella società italiana si affianca un'analisi critico-filosofica - e tuttavia sempre attenta alle implicazioni pratico-sociali - dei concetti chiave su cui si regge il discorso sui rapporti interculturali: relazione, mediazione, dialogo. L'intento dell'autrice è quello di mettere a punto un modello di relazione tra autoctoni e immigrati guidato da una forte intenzionalità etica e caratterizzato da una esplicita vocazione pedagogica, così da trasformare in comune produzione di senso un incontro segnato da una molteplicità di ostacoli comunicativi, facendone in tal modo una relazione autentica.




Etnografia dell'educazione in Europa
SoggettI, contesti, questioni metodologiche

Prezzo: € 12,00
Pagine: 200
Collana: Testi e studi - 174
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Francesca Gobbo è professore straordinario di Pedagogia interculturale nella Facoltà di Scienze della formazione all'Università degli Studi di Torino. Ha svolto ricerche etnografiche nell'ambito della minoranza religiosa valdese e della minoranza occupazionale degli "esercenti di spettacoli viaggianti. Ha curato, per le Edizioni Unicopli, l'antologia Antropologia dell'educazione (1996), per le Edizioni CISU (insieme ad A. M. Gomes) Etnografia nei contesti educativi (1999, 2003 n. ediz.) e per Imprimitur Multiculturalismo e intercultura (2003); per Carocci ha pubblicato Pedagogia interculturale (2000).

Opera

Etnografia dell'educazione in Europa riprende il discorso iniziato dalla medesima curatrice con Antropologia dell'educazione (1996) e proseguito poi con Etnografia dei contesti educativi (1999). In questa nuova antologia, tale discorso si estende agli aspetti sostanziali e metodologici di ricerche etnografiche svolte in ambito scolastico ed extrascolastico in alcuni Paesi europei. Gli studiosi provengono da campi disciplinari diversi (sociologia, antropologia culturale, antropologia dell'educazione e pedagogia interculturale), ma condividono tutti l'impegno a cogliere e interpretare i caratteri e le trasformazioni della scuola e dell'educazione contemporanee. I saggi raccolti in questa nuova antologia sono contributi originali alla comprensione dei significati e delle funzioni dell'educazione sia in relazione all'istituzione scolastica sia alle diversità e alle tensioni che attraversano le attuali società multiculturali. Francia, Belgio, Regno Unito, Italia e Cecoslovacchia costituiscono i diversi "campi" dove è stato condotto il lavoro etnografico, per il quale rappresentano non tanto uno sfondo quanto piuttosto un contesto che, nella sua complessità, interagisce dialetticamente con lo "strumento ricercatore/ricercatrice" e con le ipotesi teoriche che ne orientano l'indagine. Ad eccezione di quello della curatrice (letto ad Harvard).




Il lessico dell"inamoramento de Orlando" di Matteo Maria Boiardo
Studio e glossario

Prezzo: € 17,00
Pagine: 322
Collana: Parole allo specchio - 10
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Domizia Trolli insegna Linguistica e filologia italiana all'Università di Parma. Si è dedicata alternativamente a studi linguistici e filologici. Sue principali pubblicazioni: La lingua di Giovanni Morelli e Il lessico dei "Ricordi" di Giovanni di Pagolo Morelli, rispettivamente in "Studi di grammatica italiana", II 1972 e V 1976; Un nuovo manoscritto di rime del Coppetta, in "Giornale storico della letteratura italiana", CLVII 1980; Malatesta Malatesti, Rime, Parma, Studium Parmense, 1981; Hippiatria. Due trattati emiliani di mascalcia del sec. XV, ivi, 1983; Studi su antichi trattati di veterinaria, Parma, Istituto di Filologia Moderna, 1990; La lingua delle lettere di Niccolò da Correggio, Napoli, Loffredo Editore, 1997; Un nuovo testimone della "Passione" di Niccolò Cicerchia (e riflessioni sul testo), in "Cultura neolatina", LIX 1999.

Opera

Questo volume (che è stato preceduto da un saggio su alcuni lemmi di particolare interesse: Parole del Boiardo. Sul lessico e il testo dell' "Inamoramento de Orlando", in AA. VV., Studi di storia della lingua italiana offerti a Ghino Ghinassi, a cura di P. Bongrani, A. Dardi, M. Fanfani, R. Tesi, Firenze, Casa Editrice Le Lettere, 2001, pp. 89-150) porta a compimento un'indagine sul lessico dell'Inamoramento de Orlando del Boiardo, sollecitata dalla pubblicazione dell'edizione critica del poema procurata da Antonia Tissoni Benvenuti e Cristina Montagnani nel 1999 e dalla volontà di colmare un vuoto nel panorama degli studi sull'opera. Esso si compone di una prima parte dedicata all'illustrazione di alcuni aspetti del lessico del poema, con un'attenzione particolare alla fraseologia, e di un glossario di oltre tremila lemmi, per i più rari dei quali, oltre ai consueti riscontri dai vocabolari, viene fornita una documentazione di prima mano.




Pomponio Torelli, "Il Tancredi"
Modello ed evoluzione nella tragedia del Cinquecento

Prezzo: € 10,00
Pagine: 146
Collana: Parole allo specchio - 11
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Sabrina Morini (Viadana, Mantova, 1972) ha conseguito la Laurea in Lettere Moderne presso il Dipartimento di Italianistica dell'Università degli Studi di Parma con una Tesi in Letteratura italiana del Rinascimento; è attualmente dottoranda di Ricerca presso la medesima Università. Si interessa di storia della letteratura, filologia e poetica del Rinascimento, con una particolare attenzione per la produzione teatrale del Quattrocento e del Cinquecento. Si sta occupando dell'allestimento dell'edizione critica del corpus teatrale di Girolamo Razzi.

Opera

Il volume presenta l'edizione critica, corredata di note esegetiche, del Tancredi di Pomponio Torelli, forse la più nota delle cinque tragedie scaturite dall'"industria Tragica" del conte di Montechiarugolo. A questo testo, trascritto secondo la definitiva stampa del 1605, si affianca tutta una serie di considerazioni tese a mostrare come il Tancredi rappresenti per certi aspetti peculiari il punto d'arrivo di una vera e propria tradizione letteraria, non solo drammatica, discesa dalla novella decameroniana di Tancredi e Ghismonda. Vengono quindi rintracciate ed analizzate alcune delle fonti, dichiarate ed esplicitate, ovvero sottaciute o dissimulate, confluite nella Favola torelliana, non solo da una prospettiva di attraversamento diacronico della poesia tragica, ma tenendo conto delle possibili contaminazioni con altri generi 'minori'. Si passa dalla embrionale e mescidata Pamphila di Antonio Cammelli (1508) alla Gismonda di un misconosciuto Girolamo Razzi (1568-1569), al severo Tancredi di Federico Asinari (1588); si individuano punti di tangenza con il quattrocentesco Tancredi Principe di Salerno, 'novella in rima' del Benivieni, e con la Ghismonda, agile, maturo e per certi aspetti 'castigato' poemetto di Annibal Guasco (1583). Sul nucleo centrale si innestano, infine, molteplici osservazioni sulle principali caratteristiche della cultura e del teatro del secondo Cinquecento, di cui si intendono aprire nuovi orizzonti critici, tali da svincolare il Tancredi torelliano dai consueti topoi, permettendone una fruizione 'moderna'.




"La civiltà cattolica" e la "Rerum Novarum"
Cattolici intransigenti nell'Europa del XIX secolo

Prezzo: € 10,00
Pagine: 146
Collana: Testi e studi - 177
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Francesco Dante, ricercatore presso il Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell'Università La Sapienza di Roma , insegna Storia dei Movimenti Religiosi in Europa Orientale. Si è occupato di storia religiosa in età moderna e contemporanea e del rapporto in Europa tra cattolicesimo e ortodossia. Ha studiato la cultura dei cattolici intransigenti e in particolare "La civiltà Cattolica". Questa fonte è stata l'occasione per approfondire il complesso mondo dell'Europa Orientale, tra cui la Jugoslavia, sede privilegiata dell'incontro-scontro tra culture, etnie e religioni diverse. Ha pubblicato: Storia della Civiltà Cattolica, Ed. Studium, Roma 1991; "Alle radici della "Rerum Novarum": il contributo di Matteo Liberatore", in "La Rerum Novarum" e il mondo cattolico italiano, Brescia 1995; "Tomismo e neotomismo a confronto nella Rerum Novarum" in "Rerum Novarum", écriture, contenu et Réception d'une encyclique", Ecole Française de Roma, 1997, La politica culturale della Civiltà Cattolica, Ed. Lumsa, Treviso 2001).

Opera

Le vicende dei cattolici intransigenti nell'Ottocento sono al centro di questo lavoro di Francesco Dante che pone in rilievo la figura di Matteo Liberatore, redattore della Civiltà Cattolica e autore dell'ultima redazione della Rerum Novarum. A cento anni dalla morte di Leone XIII, l'autore dell'enciclica sul mondo del lavoro, questo libro è l'occasione per ripercorrere il difficile mondo dei cattolici intransigenti che con Pio IX e poi con Leone XIII aprirono - in maniera contraddittoria e complessa - uno spiraglio nei rapporti ecumenici tra cattoli ed ortodossi. E' un rapido panorama dell'Europa tra Roma e Mosca, tra le Litterae ad Orientales di Pio IX e la Rerum Novarum di Leone XIII. Il libro si colloca all'interno del progetto di ricerca del Centro Interuniversitario di Studi sull'Europa Centro-Orientale dell'Università di Roma La Sapienza, diretto da Antonello Biagini, per accogliere la volontà di integrazione in Europa di molti intellettuali nelle università e nei centri di cultura dei Paesi dell'Europa dell'Est dopo il 1989.




Natura umana e individualita' psichica
Scienza, filosofia e religione in Germania e Italia nell'Ottocento

Prezzo: € 13,00
Pagine: 250
Collana: Biblioteca di cultura
filosofica - 26
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Stefano Poggi insegna Storia della filosofia presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Firenze. Si è occupato in prevalenza della filosofia tedesca dell'Ottocento nei suoi rapporti con lo sviluppo delle teorie scientifiche. Sull'argomento ha pubblicato: I sistemi dell'esperienza. Logica, psicologia e teoria della scienza da Kant a Wundt, Il Mulino, 1977; Il genio e l'unità della natura. La scienza della Germania romantica 1780-1830, Il Mulino 2000.

Opera

"Le ricerche raccolte in questo volume si prefiggono di scavare e di mettere in luce intrecci problematici che non sempre sembrano avere incontrato tutta l'attenzione che meritano oppure continuano ad essere affrontati con metodologie troppo tradizionali. Le due esigenze spesso si trovano d'altronde a convergere. Le terre nuove - o, almeno, ancora non approfonditamente esplorate - spesso sono in realtà solo punti di vista diversi da cui contemplare un paesaggio che, innegabilmente, può assumere ed ha assunto un profilo inedito non appena vengono rimosse le sbarre confinarie che istituivano cesure là dove, in realtà, non si erano date reali interruzioni alla circolazione ed alla elaborazione delle idee, circolazione ed elaborazione che lega poi con fili sottili e tenacissimi tanti aspetti del dibattito ottocentesco a quello del Novecento e quindi a noi… Siamo dinanzi a sondaggi condotti su terreni di consistenza assai diseguale e che si sono perciò trovati a potere penetrare a profondità a volte assai diverse, con risultati ora di maggior peso specifico per la storia del pensiero filosofico in senso più stretto e, se si vuole, "tecnico", ora invece di interesse più particolare per quanto riguarda la ricostruzione dei caratteri che presenta l'intreccio tra cultura filosofica e cultura scientifica tipico dell'Europa tra Ottocento e Novecento. Questi sondaggi hanno potuto mettere a frutto tecniche di prospezione già largamente e proficuamente impiegate in altre aree di quel vastissimo territorio di ricerca che è la vicenda della cultura scientifica e della riflessione filosofica dell'Ottocento" (dall'Introduzione).




Retorica dei media
Elettrico, elettronico, digitale nella letteratura italiana

Prezzo: € 11,00
Pagine: 180
Collana: Contaminazioni - 4
Pubblicazione:
Gennaio 2004


 


Paolo Giovannetti (Milano 1958). Ricercatore all'Università Iulm di Milano, è soprattutto studioso di poesia dell'Ottocento e del Novecento, con particolare riguardo alle sue forme metriche e ai rapporti con i generi di consumo; e si interessa di didattica della letteratura. Fra i suoi libri: Metrica del verso libero italiano (1994), Nordiche superstizioni (1999), La Lombardia dei poeti (2000), La letteratura italiana moderna e contemporanea (2001).

Opera

In che modo la letteratura italiana parla delle comunicazioni di massa? Quali le interferenze tra il mondo della pagina scritta e quello dei media elettrici e digitali? Che cosa diventano un romanzo, un racconto, una poesia quando, come oggi sempre più spesso accade, tendono alla dimensione di film, di canzone, di fiction televisiva, quando si pensano come ipertesti? Il libro di Paolo Giovannetti affronta una materia tanto discussa - dal senso comune - quanto sostanzialmente sconosciuta - sul piano della ricerca letteraria -. Attraverso una ricca serie di esempi, che tuttavia non prevarica mai l'argomentazione, il ragionamento filato, sono seguite le principali figure - in senso propriamente retorico - che i media hanno assunto nella letteratura italiana dall'inizio del Novecento ai giorni nostri. Il panorama che viene così tratteggiato, pur nella ricchezza di sfumature, mostra la ricorrenza di alcune costanti: dall'adesione irriflessa alla contrapposizione catastrofistica, dalla solidarietà ideologica alla contaminazione tecnica, la letteratura passa al vaglio dei propri strumenti un universo alieno di cui tuttavia si sente, forse, meno ostaggio che rivale, meno avversario che alleato.




La verità della propaganda
Il "Corriere della sera" e la guerra d'Etiopia

Prezzo: € 16
Pagine: 292
Collana: Biblioteca di storia
contemporanea
Pubblicazione:
Febbraio 2004


 


Enrica Bricchetto (Torino, 1966), autrice di saggi di storia del giornalismo tra la prima e la seconda guerra mondiale, ha curato il diario di guerra di Silvio d'Amico (La vigilia di Caporetto. Diario di guerra 1916-1917, Firenze, Giunti, 1996). Nel 2002 ha conseguito il dottorato di ricerca in "Storia delle società contemporanee" alla facoltà di Lettere dell'Università di Torino. Attualmente sta lavorando alla storia del quotidiano torinese "La Gazzetta del popolo".

Opera

Ottobre 1935, maggio 1936. L'Italia fascista invade l'Etiopia. Allo sforzo finanziario e militare Mussolini affianca un investimento quasi equivalente nella costruzione dell'immagine della guerra, spingendo al massimo le strutture della propaganda. Questo studio ricostruisce, per la prima volta, su una base documentaria consolidata, il percorso che compiono le notizie di guerra prima di diventare articoli del "Corriere della sera". Da Asmara, sede dell' Ufficio Stampa italiano alle stanze del potere di Roma fino alla redazione del quotidiano milanese, si dipana una ferrea organizzazione che passa attraverso tutti i livelli di censura, dalla preventiva a quella sui testi, all'autocensura. Mussolini, Alfieri, Badoglio, Graziani, funzionari di ministeri, alti comandi militari e Aldo Borelli, direttore del "Corriere", interagiscono per rappresentare la storia della guerra sul quotidiano, fino a modificare la struttura e la sintassi della pagina. In mezzo ci stanno i giornalisti - da Luigi Barzini jr., l"americano" a Pavolini, fascista integrale, a Achille Benedetti, agente dei servizi segreti - a compiere un'esperienza professionale sui generis, irta di divieti, di negazioni e di tentativi di adeguamento. Sullo sfondo della disorganizzazione cronica degli uffici, della mancanza di mezzi, delle rivalità tra i potenti, i giornalisti, in misura diversa, subiscono e soffrono la guerra nel desiderio che tutto si concluda al più presto.




Giordano Bruno in Italia
Riscoperta e fortuna critica dall’Unità agli inizi del Novecento

Prezzo: € 13
Pagine: 250
Collana: Biblioteca di cultura
filosofica - 27
Pubblicazione:
Febbraio 2004


 


Giuliano Albarani (Carpi, 1971) insegna storia e filosofia nei licei e si è laureato in Storia della Filosofia dal Rinascimento all’Illuminismo presso
l’Università di Bologna con una tesi sull’interpretazione della filosofia rina-scimentale, e in particolare di Giordano Bruno, nella storiografia di scuola hegeliana. Attualmente collabora con l’Istituto Storico di Modena ed è cultore di Storia Contemporanea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.

Opera

Lo studio nasce alla convergenza di due ordini d'interessi differenti, ma intimamente correlati. Esso, infatti, vuole innanzitutto fornire strumenti e ipotesi per l'interpretazione della figura, della filosofia e, nello specifico, di alcune opere di Giordano Bruno a partire dalla disamina di uno spaccato non trascurabile - per certi versi, anzi, fondativo - della fortuna critica del pensatore nolano in età contemporanea: il filone di ricerca che dalla 'riscoperta' operata, su basi hegeliane, da Bertrando Spaventa all'altezza della metà del XIX secolo si dipana, in Italia, attraverso Francesco Fiorentino, sino alla filologia applicata di Felice Tocco ad inizio '900. Accanto a Bruno, il secondo soggetto fondamentale dello studio è la stessa storiografia filosofica italiana secondo-ottocentesca, ed in particolare la tradizione di scuola storiografica inaugurata attorno al 1850 da Bertrando Spaventa e svoltasi, lungo la dorsale Fiorentino-Tocco, sino agli albori del secolo scorso. L'analisi di un risvolto apparentemente minoritario e d'interesse specialistico della cultura filosofica italiana dell'Ottocento, come la produzione critica su Giordano Bruno negli autori appena citati (nonché, in forma riassuntiva ed in funzione propedeutica al nucleo problematico fondamentale, nei più illustri ed influenti predecessori), mira nel complesso a scoprire tre dimensioni della loro ricerca storico-filosofica: quella di stretto respiro storiografico (come e cosa hanno 'scoperto'); il piano speculativo - attinente cioè ai presupposti teoretici ed epistemologici dei tre storici/filosofi; la dimensione politico-culturale, imprescindibile in riferimento a un contesto risorgimentale e poi neo-unitario di intensa, forse ineguagliata, attivazione pubblica da parte delle intelligenze - anche accademiche - del paese, e degli storici in primis.




La fragilità dei padri
Il disordine simbolico paterno e il confronto con i figli adolescenti

Prezzo: € 10
Pagine: 150
Collana: Leggerescrivere - 10
Pubblicazione:
Febbraio 2004


 


Marco Deriu, dopo la laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Sociologia presso l'Istituto di Studi politici e sociali dell'Università di Parma; studioso delle questioni attinenti alla differenza sessuale e in particolare delle trasformazioni delle identità maschili, ha dedicato a tali temi diversi saggi apparsi in riviste e volumi collettanei.

Opera

Risultato di una ricerca qualitativa svolta a Carpi per conto del Centro per le Famiglie del Comune e del punto d'ascolto Free entry dell'Ausl di Modena - distretto di Carpi, il testo si propone di esplorare il ruolo della figura paterna e della sua funzione nell'educazione dei giovani adolescenti d'oggi: Il percorso si sofferma in particolare sulla crisi dei modelli maschili tradizionali e sulle sue ripercussioni sui modelli paterni. A tutt'oggi la crisi del principio d'autorità e la presa di distanza critica dai modelli patriarcali non sono ancora sfociati in nuovi modelli di paternità che sappiano porsi in modo autorevole e significativo nel rapporto educativo e affettivo con le giovani generazioni. La fine dell'autorità tradizionale e con essa delle gerarchie precostituite sembra aver inaugurato un tipo di relazione più orizzontale nei rapporti familiari che pone nuovi problemi, lasciando trapelare di fatto maggiori sentimenti di invidia e di competizione e una maggior difficoltà nell'educare i figli all'autonomia e alla proiezione verso il mondo esterno. Le rapide trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche segnano inoltre una grande discontinuità e un terreno pieno d'incomprensioni e conflitti tra generazioni dei padri e quelle dei figli, tanto da rendere necessario e urgente un ripensamento profondo e coraggioso degli approcci educativi.




Resident Evil
Sopravvivere all'orrore

Prezzo: € 11
Pagine: 200
Collana: Ludologica -
Videogames d'Autore - 6
Pubblicazione:
Febbraio 2004


 


Francesco Alinovi si è laureato nel 1998 all'Università di Siena, con una tesi sul videogioco. E' l'autore di Mi gioco il cervello. Nascita e futuri dei videogiochi (Unicorno editore, 2000). Docente di Game Design alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Alinovi è l'editor di XBox Magazine Ufficiale. Vive tra Milano e Fidenza. Le sue più grandi passioni sono la musica e la letteratura. Per contattarlo:
francesco.alinovi@ufficialexbox.it.

Opera

Con oltre 20 milioni di copie vendute per tutti i formati, la serie di Resident Evil rappresenta una delle serie di maggior successo nella storia dei videogiochi. L'inquietante universo popolato di zombie e creature mutanti è opera del genio creativo di Shinji Mikami, game designer e producer dell'azienda nipponica Capcom. Nel giro di pochi anni, Mikami è riuscito a imporsi come il più grande interprete del terrore digitale, ridefinendo il genere delle avventure in terza persona. L'opera di Mikami si è imposta con prepotenza nell'immaginario collettivo, debordando dai confini videoludici per insinuarsi con lo stesso successo in diversi settori dell'intrattenimento. L'analisi di Francesco Alinovi rappresenta il tentativo di decifrare le figure archetipiche che si nascondono nel testo ludico di Mikami: scomposto nei suoi elementi fondamentali e riletto alla luce di strumenti semiotici e antropologici, l'universo di Resident Evil si mostra denso di simboli e significati, che mettono in luce il meticoloso lavoro di game design dell'autore.




Quale pena
Dieci anni di riflessioni sull’esercizio
della punizione legale in Italia

Prezzo: € 17
Pagine: 280
Collana: Prospettive/
Strumenti
Pubblicazione:
Febbraio 2004


 


Patrizia Ciardiello, educatrice professionale e Assistente Sociale Specialista, formatrice, è
responsabile delle attività di formazione del personale del Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Lombardia.

Opera

"Quale pena?" presenta una riflessione a più voci sullo scollamento fra retorica riformista e funzioni reali dell'istituzione penitenziaria e sulla crisi del principio rieducativo della pena. Il "filo rosso" dei contributi (scritti esclusivamente da addetti, a vario titolo, ai lavori) è caratterizzato sostanzialmente dalla consapevolezza della necessità di ridurre progressivamente il ricorso al diritto penale ed al carcere senza per questo ridurre l'impegno, costituzionalmente sancito, a sostenere e promuovere il reinserimento sociale dei condannati. Sono presenti documenti in grado di dare testimonianza delle iniziative assunte nel tempo dagli operatori del settore per sollecitare e mantenere aperto il dibattito sui castighi legali e sulla connessa necessità di un mutamento strutturale della risposta alla trasgressione penalmente rilevante.
La terza parte raccoglie, in forma di intervista, l'opinione di alcuni esperti (giuristi, sociologi del diritto, magistrati) sulle frontiere della penalità al cospetto del rischio di progressiva affermazione anche in Europa del "nuovo senso comune penale" che caratterizza la politica criminale d'oltreoceano.




 
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