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Il monastero buddhista di Phuktal, tra i più isolati al mondo, si erge a 4.000 metri nello Zanskar, nell’alto Himalaya indiano. Fondato nel XIV secolo da Pagpa Sherap, è celebre per la sua struttura unica, scavata in una grotta soprannominata “grotta della liberazione”. All’interno custodisce antiche pitture, statue e reliquie di Buddha, rendendolo una meta spirituale e culturale imperdibile.


Conservare un Patrimonio Unico


Nonostante le difficoltà, i monaci di Phuktal mantengono viva la tradizione e la spiritualità del luogo. Salvare il monastero e le comunità dello Zanskar è essenziale per proteggere uno dei patrimoni più affascinanti dell’Himalaya. Ne ha parlato Le mondo venerdì 27 giugno e noi volentieri lo citiamo facendo riferimento anche al libro di Angelica Pastorella: “Non c’è vita senz’acqua” uscito a maggio nella nostra collana Umanesimo ambientale.


Il Ladakh è una regione montuosa dell’India settentrionale, celebre nel mondo per i paesaggi eccezionali in cui dominano da un lato i deserti d’alta quota e dall’altro i ghiacciai. Oggi, purtroppo, questo territorio straordinario è divenuto simbolo degli effetti del cambiamento climatico, poiché la natura sta subendo ripercussioni dovute alla variazione delle temperature. Ne parla in modo rigoroso e competente l’autrice del libro “Non c’è vita senz’acqua” (Milano, Unicopli, 2025), Angelica Pastorella. Ricercatrice indipendente e collaboratrice del «National Geographic», è impegnata nel documentare come la progressiva scomparsa dei ghiacciai stia progressivamente minacciando le popolazioni locali, non solo dal punto di vista economico, ma anche – e forse soprattutto – per quanto riguarda la vita quotidiana l’identità culturale.


Acqua, cultura e sopravvivenza


Nel Ladakh, acqua significa vita. Da sempre, natura, cultura e tradizioni si intrecciano attorno ai ghiacciai, veri serbatoi naturali che alimentano fiumi, agricoltura e comunità. Oggi, però, il ritiro dei ghiacciai sta minacciando gli equilibri che hanno caratterizzato per millenni questo territorio. Nel libro Angelica Pastorella abbraccia una visione antropologicamente originale rispetto all’ambiente: fiumi, montagne, boschi e vento vengono descritti come entità vive, al pari degli esseri umani e delle creature che popolano questi luoghi straordinari

Nel libro, Angelica Pastorella offre una prospettiva originale sul rapporto tra uomo e ambiente, dove fiumi, montagne, boschi e vento vengono descritti come entità vive, al pari degli esseri umani e delle creature che popolano questi luoghi straordinari. “Non c’è vita senz’acqua” non è solo un reportage: approfondisce i legami e i rapporti tra uomo e natura, invitando a riflettere sul futuro delle prossime generazioni.