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Dall’alluvione in Nepal alla crisi idrica del Ladakh: gli effetti della trasformazione dei ghiacciai sulle comunità himalayane


Nepal e ghiacciai: il disastro del 26 agosto

Il 26 agosto 2026, nel Nepal settentrionale, nell’area del Langtang, una massa di ghiaccio e roccia è collassata da un versante glaciale. Scendendo a valle ha incorporato acqua e detriti, generando una violenta piena improvvisa.

L’evento ha riportato l’attenzione sulla fragilità degli ambienti himalayani e sulle conseguenze della trasformazione dei ghiacciai per i territori e le comunità che vivono a valle.

Attribuire direttamente il crollo del 26 agosto al solo cambiamento climatico sarebbe, nello stato attuale delle conoscenze, una semplificazione.

Il contesto nel quale l’evento si è verificato è, tuttavia, quello di una regione montana sottoposta a trasformazioni sempre più rapide.

L’aumento delle temperature, la fusione della neve e del ghiaccio possono infatti contribuire all’instabilità dei versanti d’alta quota.

Alluvione in Nepal al confine con il Tibet nel 2026

Fotogramma delle riprese di videosorveglianza dell’alluvione del 2026 al porto di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, con vista verso sud lungo il corso del fiume.


Ladakh e crisi idrica

Più a ovest, nel Ladakh, nell’India settentrionale, la trasformazione dei ghiacciai assume un volto diverso.

Qui non è l’improvvisa comparsa di una massa d’acqua a dominare il problema, ma la sua progressiva diminuzione.

Il Ladakh è un territorio d’alta quota nel quale, per secoli, ghiacciai e fiumi hanno sostenuto l’agricoltura e reso possibile la presenza delle comunità umane in un ambiente altrimenti estremamente arido.

Karzok e il lago Tso Moriri, in Ladakh, con il monte Chamser Kangri sullo sfondo.

(Foto: Rafał Kozubek; ritaglio di UnpetitproleX / Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0)

In questa regione natura, cultura, tradizione ed economia si sono intrecciate proprio attorno alla disponibilità dell’acqua proveniente dai ghiacciai. 

Oggi questo equilibrio è sottoposto a una pressione crescente. La progressiva riduzione dell’acqua solida conservata nei ghiacciai modifica i tempi e la quantità delle risorse idriche disponibili e, insieme al paesaggio, trasforma pratiche agricole, abitudini quotidiane e relazioni con il territorio. 

È da questo scenario che prende avvio Non c’è vita senz’acqua  di Angelica Pastorella, pubblicato nella collana Umanesimo ambientale.


Non c’è vita senz’acqua : guardare ai ghiacciai attraverso l’antropologia

Nel volume, Angelica Pastorella racconta il Ladakh andando oltre una lettura esclusivamente ambientale della crisi climatica.

I ghiacciai non sono soltanto riserve idriche: attorno a essi si costruiscono economie, pratiche, tradizioni, relazioni e forme di appartenenza.

Copertina del libro Non c'è vita senz'acqua di Angelica Pastorella

La loro progressiva scomparsa mette quindi in discussione non soltanto la possibilità materiale di abitare questi luoghi, ma anche l’identità delle comunità che nel tempo hanno costruito con essi un rapporto profondo. 

Il recente disastro del Nepal e la crisi idrica raccontata nel Ladakh sono due fenomeni differenti che mostrano però qualcosa di essenziale: quando cambiano i ghiacciai, non cambia soltanto il paesaggio. Cambiano i territori e le possibilità di vita di chi li abita.


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