Bruno Sperani

Beatrice Speraz o Vincenza Pleti Rosic Pare Sperac, in arte Bruno Sperani, era nata il 24 luglio 1839 a Solin, città croata sulla costa dalmata, non lontana da Spalato. Trasferitasi prima a Trieste e poi a Milano nel 1876, aveva partecipato al fervore di un ambiente in cui il dissenso politico si innestava sul dibattito ideologico alimentato da alcune riviste d’indirizzo socialista repubblicano. Fu traduttrice dal tedesco, dal francese e dall’inglese, firmò articoli, recensioni, brevi saggi, prose di carattere romanzesco e novellistico usciti su giornali e riviste. Negli anni Ottanta comparvero i suoi primi due romanzi sulle appendici del «Corriere della sera». Dopo un periodo di silenzio pressoché totale tra il 1905 e il 1915, la Speraz riprese l’impegno romanzesco, pubblicando quasi un libro all’anno, ma con estro meno felice. Teresita della Quercia, la sua ultima prova di ampio respiro narrativo, uscì per Salani nel 1923: l’anno stesso della morte, sopraggiunta nella notte fra l’1 e il 2 dicembre.