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Lucien Lévy-Bruhl
Carlo Prandi
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Quando si parla di “processi culturali” ci si riferisce quasi obbligatoriamente alla storia della cultura occidentale nei suoi risvolti filosofici, scientifici, letterari, artistici, religiosi, costellata da figure note che hanno lasciato la loro impronta, e il loro nome, nei diversi campi del sapere. Diversa è la situazione delle società senza scrittura, produttrici di cultura, ma con modalità differenti rispetto a quelle consolidatesi in Occidente. Lucien Lévy-Bruhl, filosofo francese di formazione cartesiana, all’inizio del secolo scorso si pose il problema di tale diversità e studiò a lungo il funzionamento del pensiero “selvaggio”. Le sue teorie – in particolare quella del “prelogismo” – furono oggetto di aspri dibattiti di cui non si è tuttora spenta l’eco. Non solo, ma esse hanno costituito un punto di riferimento essenziale per la comprensione della persistenza del primitivo nella mentalità dei moderni, soprattutto in rapporto alla dimensione proteiforme del “popolare”.
- Pagine: 235
- Formato: Brossura
- ISBN: 9788840010717
- Data uscita: marzo 2006
Esaurito
Libro





